DaRiDiRe
STRATEGIE DI SOPRAVVIVENZA EDITORIALE
Qualche avvertenza innanzitutto: questo materiale è disponibile in downloading gratuito soltanto per l'ascolto, la radiodiffusione e il remixaggio (consentito riportando i credits originali). Se volete ripubblicarlo (in rete o su supporto) dovete chiedere il permesso per e-mail a Daridire. Se invece di ridistribuirlo a vostra volta poteste linkare questa pagina (usando i permalink ) ve ne saremmo grati.
Olindo Mercier #1
di Sergio Messina/RadioGladio
inedito (1996/2000/2004)

Il mio primo campionatore, 1986, è stato un Ensoniq Mirage, una macchina che definire primitiva è poco: circa due secondi di campionamento, rigorosamente a 8 bit, con l'assoluta incertezza sul risultato. Aveva un display, ma esadecimale e quindi per me illegibile. Insomma uno strumento complesso e ingrato, con cui però ho suonato un sacco.

Poi, dopo alcuni anni di onorato servizio, il mio Mirage ha deciso che la mia musica non gli sembrava abbastanza interessante ed ha iniziato a produrne di propria: in situazioni di calore estremo smetteva di obbedire ai comandi, e iniziava a produrre scariche di note e di messaggi midi impazziti. Senza rimedio: l'unica possibilità era di abbassare la temperatura (il mio primo concerto a Milano, luglio '92, fu eseguito con un sacchetto di ghiaccio appoggiato sul Mirage). Ma la sua musica era davvero bellissima, sempre diversa eppure uguale, come fosse Philip Glass che sperimenta una nuova amfetamina fortissima. Quindi quando subentrava la follia io la registravo su un nastro con scritto sopra Olindo Mercier, il nome che avevo dato a questo nuovo compositore immaginario.

Ho usato decine di campionamenti di questi suoni nei miei brani (per esempio in Stiff Coat, scaricabile più in basso) ma ho anche lungamente pensato di fare un album intero di Olindo Mercier, contenente le sue composizioni originali e un po' di remix, come questo. Che ha avuto una genesi lunga: assemblato nel '96 (per una presentazione di arte sonora concettuale), rieditato nel 2000 (in una versione più dance) e rimasterizzato nel 2004 (con una decina di bpm in più).

Scarica Olindo #1 (mp3, zip, 5.2 mb)

Domo Arigato (congo hippy)
di dj Gruff/remix di Sergio Messina/RadioGladio
tratto dal CD Frikkettonism
registrato al Giardino d'inferno nel 2004
© PM Recordings/RadioGladio Records
il CD è distribuito in Italia da Jahmekya

Ecco un remix di cui vado oltremodo orgoglioso. Conosco Sandro dal '91, ci siamo incrociati seimila volte, abbiamo discettato di involtini alla pandemonio fino all'alba, abbiamo ballato ai rispettivi dj set (io molte volte più di lui, ma almeno una volta anche lui), siamo stati ospiti nelle stesse case, sugli stessi palchi e negli stessi dischi, ma se si fa un lavoro con Sandro gli standard sono particolarissimi, e davvero alti. Non è uno che fa sconti, in questo siamo simili. Ci piace l'eccellenza. Solo che l'eccellenza nel campo del beat, della metrica frasata dal funk, dell'interpolazione a muovere, è una questione oltremodo raffinata, e Sandro ha dei suoi sacrosanti standard. Ascoltate i suoi dischi: magari a volte sono registrati un po' bassi, casarecci, ma il funk è sempre sopraffino, di primissima categoria - in senso assoluto.

Quindi finire su un disco di Gruff, pur essendo amici - dopo tutto 'sto tempo - mi ha inorgoglito. Ma mi ci sono impegnato, e l'oggetto finale non è male. Il genere è un hip hop astratto ecodotato, con bpm a recedere e delay a strafottere. Secondo Sandro anche questo remix risponde alle regole del frikkettonismo. Cos'è il frikkettonismo? Ecco cosa mi ha scritto lui, che oltretutto è pure un poeta, chiedendomi il remix (di un pezzo davvero stupefacente, Domo Arigato, che sta sull'album):

"Musica divisa in ottetti a bpm molto lento (dai 44 ai 50 bpm) molti effetti (a mo' di dub) e tanti skratch nuovi, dico nuovi, nel modo e nell`uso... Il frikkettonismo unisce il suono elettronico alla sperimentazione sul giradischi e rallenta tutto oltre il limite. Prende un po spunto dai vecchi e gloriosi dj's dei tempi di vagabond... mozart, tbc, spranga, l`ebreo, baldelli etc. Equlizzazioni estreme su ritmi per tossici nel viaggio della musica."

Scarica Domo Arigato (congo hippy) (mp3, zip, 5.1mb)

La sud è con te
di Sergio Messina/RadioGladio
tratto dal CD + libretto "Da Liverpool a San Siro: la leggenda continua"
a cura di E. "Gomma" Guarneri
edizioni ShaKe 1998

Questa è una storia di Milano, che poteva succedere così solo qui. Antefatto: il primissimo posto occupato di Milano dove abbia mai suonato è stata Conchetta, o come la chiamano loro Cox 18. Per me è stato un concerto importante, in un posto unico al mondo al quale sono molto legato da allora, 1992. Cox 18 è sempre stato un posto curioso, visceralmente amato dai suoi occupanti (spesso cordialmente detestati dagli altri squatters milanesi), la cui composizione socio-politica era proprio insolita: punx, ultrà milanisti, tatuati, gente fuori, compagni serissimi, cyberpunx di gran lusso (Conchetta era anche il posto della ShaKe e di Decoder) e un tassello fondamentale della memoria milanese degli ultimi 40 anni, Primo Moroni, a fare da grande vecchio (dentro la sua libreria, la Calusca, che era ed è ancora in Cox). Con alcuni di loro si sono creati dei legami molto forti; qualcuno se n'è anche andato (ma non si possono dimenticare persone come Primo o Dix).

Nel '98 mi chiama Gomma e mi propone di trovare il sistema di registrare l'intera curva sud di San Siro, culla del tifo ultrà milanista, per farne un CD. Devo ringraziarlo, perché mi si è aperto un mondo, e ho capito un sacco di cose che m'erano sfuggite, sul calcio (che in curva è importante ma non è la sola cosa che conta), sugli ultrà (su cui molti dicono un sacco di fesserie, da molte parti diverse) e sullo stadio (che è il luogo dove tutto è permesso, uno svago autorizzato in cui molte regole sono sovvertite). Ho ricordi bellissimi delle registrazioni, e poi degli ascolti fatti insieme di tutto il materiale montato.

Ma il progetto di ShaKe era più complesso della semplice pubblicazione dei cori della curva (assieme a quelli della curva del Liverpool): l'idea era infatti quella di far usare queste registrazioni a dei gruppi (Royalize e Sigma Tibet, oltre al sottoscritto) come materiale da mixare. La mia scelta fu quella di usare una voce solista (my man Chico, mastro capocoro), una seconda voce (Paolino, sempre in prima linea) e le risposte della curva, montate sui tamburi di guerra del Burundi. L'effetto è appropriato, mi pare. E così la pensò anche Aldo Nove (che ringrazio) il quale, di sua spontanea volontà, lo definì "geniale" su Rockstar.

Scarica La sud è con te (mp3, zip, 2.7 mb)

In time (limestone shuffle)
dei Normal Deviates
(tratto dall'album "A Million Random Digits")
remix di Sergio Messina/RadioGladio
realizzato nel 2004 al Giardino d'Inferno, Milano.

Ecco un curioso esperimento che dimostra una cosa (almeno a me) stranota: riducendo il numero di opzioni (in questo caso usando un software limitato e inadatto, e un metodo punk) spesso si ottengono risultati inattesi. Questo remix è stato realizzato con un semplice editor stereo (tipo Soundforge o Peak), senza sovraincisioni ne' effetti di alcun tipo. Ho utilizzato escusivamente un loop vecchissimo (per i maniaci della filologia il campione originario è qui) trattandolo con le funzioni copia e incolla, add (che mixa il contenuto della clipboard al file), cambia pitch e silenzia. Ovviamente l'unica via per tornare indietro era l'undo. La bizzarra melodia che si sente cambiare costantemente in sottofondo (e che torna nei "ritornelli") è stata invece ottenuta prendendo il loop (che in originale dura 9 secondi), comprimendolo a 0.9 secondi, espandendolo a nove minuti e poi aggiungendola al mix finale sempre usando la funzione add. Curiosamente, invece di sembrare uno scontro tra autotreni, il tutto suona bello placido e lisciofonico, benché aereo (avvertenza: in soggetti sensibili può indurre psichedelia).

A completare la bizzarria della questione, questo remix di un brano inedito dei Normal Deviates, simpatico e litigioso duo di musica noise (che per principio rifiuta qualsiasi tecnologia non basica), non contiene alcun elemento dell'originale ma probabilmente sarà l'unica versione pubblicata.

Scarica in time (limestone shuffle) (zip, mp3, 4,3 mb)
Visita il sito dei Normal deviates (geocities, occhio ai popup)

Galleggia (Hip motion 2001)
dei Buddha Stick
remix inedito di Sergio Messina/RadioGladio
voce: Giancarlo Arnao
assolo remoto: Rocco Tanica
registrato e mixato allo studio ambaradan nel 2001

L'originale è sull'Album Inaudito (1996) dei Buddha Stick) Novenove/RadioGladio (NoNoCD001)

Nel '96 ho pubblicato Inaudito col nome di Buddha Stick (e ringrazio Dio: mi pare ancora rilevante dopo otto anni. Semmai vi interessasse lo trovate tutto qui); se avessi dovuto scegliere un primo singolo sarebbe sicuramente stato Galleggia, la versione originale. Il testo è tratto da una cassetta pubblicata negli anni '80 da Giancarlo Arnao, Kokokynaka: istruzioni per il rilassamento profondo. Mi sembrava perfetto per un brano ballabile (anche se la versione originale è lenta, ballabile ma lenta). Con Giancarlo eravamo amici, e la sua scomparsa nel 2000 è stato un colpo duro: abbiamo perso uno fondamentale, uno che sapeva connettere le cose e renderle chiare, e che si faceva anche volere un gran bene. Uno così non ce lo restituisce nessuno. Quando uscì Inaudito al buon Arnao non pareva vero di essere il cantante di una band, ed era emozionato e contento - ma non quanto me che gli fosse piaciuto.

Il testo è sempre quello; la musica questo remix si ispira ad un famosissimo pezzo, Take Five nella geniale versione di Tito Puente, ma non ci sono campionamenti (ne' copiature: quattro note non sono un plagio ma una citazione). L'assolo remoto di Rocco Tanica (il secondo che si incontra, a 3' 20": quello bello insomma) è remoto in quanto è stato suonato per un altro pezzo (per i malati di discografia si tratta del mio remix di "L'eterna lotta tra il bene e il male" degli Eelst) e poi barbaramente salvato come file midi per riadattarlo (mi pare efficacemente) a questa canzoncina.

Scarica Galleggia (Hip motion 2001) (zip, mp3, 7,2 mb)
Scarica Galleggia in versione originale (non zippata, quindi cliccadestro e scegli salva, oppure...)

Qualcosa di Perverso (c'ho di cui il paese ha bisogno)
di Sergio Messina/RadioGladio (1995)
tratto dall'EP Technogod e RadioGladio nell'anno del maiale (Vox Pop VP32CDs)
basso: Roberta Vicinelli
il resto: SM
registrato e mixato al Lost Legion Sonic Lab da Maurizio Liguori/Technogod/Sergio Messina nel 1995.

Era il '95 e Berlusconi era al potere. Anni bui? Un filo', ma niente in confronto a questi. Sull'onda dello stupore (che resta la mia principale reazione emotiva di fronte al centrodestra italiano e ai suoi esponenti maggiori e minori) e del dissenso, misi insieme questo brano. Il montaggio delle voci è completamente nello stile delle mie prime cose, ma la musica è veramente insolita: una specie di prog elettronica in 7/8, con un chitarrone bello davanti e sotto il basso cronometrico di Roberta Vicinelli dei Disciplinatha. Anzi, se qualcuno di voi fosse un critico musicale e sapesse indicarmi di che genere si tratta gliene sarei grato.

In quel periodo frequentavo Bologna e Roberta, e lei frequentava i Technogod, una band che molti giustamente rimpiangono; avevano uno studio sotto un negozio di musica e facevano un chiasso davvero bello. Ci conoscemmo, diventammo amici e si decise di cucinare qualcosa insieme: l'EP che contiene questo brano è il risultato. Contiene quattro tracce tra cui due belle versioni dei Technogod di (we don't need this) Fascist groove thang degli Heaven 17, in una delle quali ci sono anch'io. Maurizio (che aveva dei nomi anglofoni molto cool che non ricordo, avendolo sempre chiamato Mau o Ciccioformaggio, essendo lui vegetariano) e gli altri Techngod hanno mixato Qualcosa di Perverso con me nel loro studio dove abbiamo anche registrato il basso. La loro etichetta, la defunta Vox Pop, pubblicò il tutto vendendone credo pochissime copie: oggi è introvabile.

Appare giusto e proprio mettere oggi questo brano in downloading: se vi aggrada diffondete a piacimento. Grazie a DC, a Roberta, ai Technocicci (Dio vi benedica vounque voi siate) e a Charlie Albertoli/Vox Pop.

Scarica Qualcosa di Perverso (zip, mp3, 4 mb)

Stiff coat
di Sergio Messina/RadioGladio (2000)

Una delle musiche di un'installazione realizzata con Claudio Sinatti (www.grainproject.it) per uno stilista milanese di cui ora non ricordo il nome. Io e Claudio insieme siamo i Crop - che per ora sono in standby ma non per molto. Stiff coat documenta una ricerca (che continua) sul rapporto tra eventi sonori random e loop dritti, tra caos e beat.

Scarica Stiff coat (zip, mp3, 6,4 mb)

Lista dei drogati del Lazio
di Sergio Messina/RadioGladio (1994)
tratto dall'EP La Vendetta del Mulino Bianco, RadioGladio Records RaGla CD001

Voce: Massimiliano Orfei
registrato da Matteo Cifelli allo Psycho di Milano nel febbraio del '94

Ho scritto questo brano come jingle celebrativo per il varo della legge Jervolino-Craxi nel 1990 (ne esiste una versione radiofonica più antica, assai diversa e più surreale, letta da Gerardo Panno). Nel testo originario del provvedimento, fortunatamente poi emendato, c'era la proposta di pubblicare i nomi degli arrestati per droga sui quotidiani, un po' come si fa per i fallimenti. Dal '90 in poi ho sempre aperto tutti i miei spettacoli con la Lista: una specie di atto di resistenza che intendevo continuare finché non avessero cambiato la legge.

Oggi pare che quella legge sia destinata a cambiare, in peggio. Ho quindi deciso di ridistribuire la Lista in rete per favorirne la diffusione, continuando peraltro ad aprirci tutte le cose che faccio dal vivo.

Questa versione, quella definitiva (ma non l'ultima: ce n'e' un'altra nascosta su un mio album successivo), è tratta dal mio primo album ormai esaurito da anni.

Scarica la Lista dei drogati del Lazio (zip, mp3, 2 mb)

RadioGladio (versione originale in inglese)
di Sergio Messina (1990)
registrata e mixata da Massimo Terracini alo studio Oasi, Roma.

Pubblicata "no copyright - copiate e fate copiare", era distribuita gratis su cassetta a destinatari americani ed europei (ecco la ragione del testo in inglese); la tiratura originale è stata di 300 pezzi. Il nome RadioGladio è stato "sintetizzato" da Marco Solari; dato che sulla cassetta il mio nome proprio compariva in piccolissimo all'interno, molte persone hanno pensato che il titolo del brano fosse anche il "nome di battaglia" dell'autore. Io ho naturalmente assecondato questa cosa, e da allora un sacco di gente mi chiama così. RadioGladio ha generato tra l'altro:

*) una liaison con Frank Zappa (che l'ha ricevuta grazie a Riccardo Giagni) il quale mesi dopo ha dichiarato a Silvia Bizio dell'Espresso: "Ecco una dimostrazione di come il rock possa ancora aprire gli occhi alla gente" (si, poi ho camminato su una nuvoletta per settimane).

*) la mia comparsa nella allora nascente scena hip hop italiana (alla quale in realtà appartengo solo tangenzialmente).

*) un'indagine della Questura di Roma; un agente è andato da chi mi ha aiutato a produrre il brano (lo studio Oasi di Roma) chiedendo: "Chi ve l'ha fatto fare di farlo gratis? Non lo sapete che lavorare gratis è fuori moda?".

*) Questo fantastico messaggio postato sul newsgroup misc.activism.progressive il 15 agosto 1991; è la migliore descrizione possibile di come si diffuse RadioGladio. Nota bene: io non so proprio chi sia la signora Frieda Werden (che, come dice nel messaggio, ridistribuiva RadioGladio) e nel 1991 forse non avevo proprio ancora mai sentito nominare Internet. Conosco invece bene Andy Caploe, che ringrazio.

*) La gioia, a 14 anni di distanza, di incontrare persone che se ne ricordano ancora.

Scarica RadioGladio (zip, mp3, 4.2 mb)
Scarica il testo di RadioGladio (inglese e italiano, zip, txt, 2 kb)